Dall'impotenza all'onnipotenza.
Avanti e indietro.
Davanti e di dietro.
E scelte più o meno inconsce che invece portano solo verso quella direzione
Cercare di stare male.
Io penso che siamo contorti. Che ci piace così tanto, che lo vogliamo vivere così, soffrendo un po'.
Perchè quando soffri non c'è niente da fare. Il tempo scorre più lento. E così, la consolazione del nostro stile di vita, è in un'apparente maggiore durata. Che ci soddisfa proprio perchè il tutto ci piace. E vogliamo rallentarlo il più possibile.
Insomma, un gioco di magia. Riuscito male.
Per capirti fino in fondo
Mi vorrei tanto impegnare
Per adesso solo sondo
La tua neve ed il tuo mare
Una cosa che ho notato
Col cervello che mi resta
È che tu mi stai vicino
Quando il buio ho nella testa
E’ una cosa un po’ speciale
Non comune a tutti quanti
Quindi tu non sei normale
E io ti tratto con i guanti
Anche se non ci abbracciamo
Perché questo non mi riesce
Il mio ben per te è un ricamo
Come un albero che cresce
Or mi tengo i miei pensieri
Mentre in pace lascio te
A dormir con sogni veri
Mentre io ci andro’ alle 3.
d'accordo, per carità.
ma considererei altri fattori.
viviamo in uno stato, da 15 anni, fascista e mafioso (a tal proposito, oggi, in Italia chi decide è la lega. un partito fascista per bocca di uno dei suoi più eminenti luminari: http://www.youtube.com/watch?v=gK7DyKb88tQ).
l'uso della violenza è stato sdoganato (dal 2001, ad esempio, quanti sono stati i morti?). le fdo si adeguano, a precise linee di tendenza. mi sembra evidente.
a meno di schegge impazzite, non uscirà mai la verità e non si avrà mai giustizia.
mentre si parla di escort e puttane. e di leggi sulla giustizia per salvare il culo di un unico italiano. italiota, meglio. e barbara d'urso spopola su canale5.
la cosa mi ha colpito.
Ho sempre amato i cani. Ma proprio tanto.
E adesso ho comprato un enorme kalashnikov, per uccidere quello che tutte le mattine gli deposita tanta pipi' sul motorino.
Unico requisito di riconoscibilità: una vescica enorme.
Anche se forse il kalashnikov andrebbe puntato sul padrone.
Ma come cambiano le idee..in base alle esigenze.
Diciamoci la verità: oggi come oggi, vedere una partita di calcio non è una cosa proprio bella.
Figuriamoci se fatto attraverso la televisione.
Guardate.
Pensateci bene.
E' incredibile quanto la posizione che si assume, quando si suona la chitarra, sia simile a quella che si assume, quando invece ci si masturba.
E poi quello stesso sguardo inebetito.
Ecco.
Porca miseria.
Posso anche innamorarmi, no? Tanto poi, se mi lasci, mi basterà non pensarti più. Neanche un attimo. Per ucciderti.
Sudo e fatico il nulla.
Percorro la noia. Completamente. Neanche una luce. E il terrore di accorgermi che qualcun'altro è sul cammino. A indicare e ridere.
Voglia e paura di essere solo.
Come quando hai un forte bisogno di sentirti dire cose belle. Che ti emozionino. Perchè riguardano te. Di sentirti coccolato. Ma di sentirlo. Proprio con le orecchie.
Diventa un bisogno così forte..che lo senti..e sai che può farti sbagliare.
Fidarsi. E' l'unica cosa possibile.
Poi a volte succede che ti sbagli. E' inevitabile. Come cavolo funzioneranno questi calcoli..
Scrivere qui, ormai, è inutile. Non scrivo più per me. Non scrivo più.
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Ballare insieme perfettamente a tempo.
sentire quelle quattrocentomila cellule che si muovono solo avvicinandosi ad una persona.
Sdraiati. Con il braccio sulla sua schiena. Stanco e pieno di forza insieme.
Divertirsi a pensare una cosa, e a una cosa. Insieme.
Dilatare il tempo di una sguardo.
Camminare per ore, fino a una casetta abbandonata in mezzo a chilometri di erba. Casetta che forse era una chiesa, che tra l'altro nel 1838, per una notte, ci ha dormito pure Garibaldi..
Non avere fretta, non sentire il tempo.
Se è vero, che i capelli sono i nostri pensieri, allora io, ultimamente, non ci vado proprio d'accordo..
Quando mi guardi e cerchi dentro di me, una risposta che gira nel vuoto.
Ora che è tardi, che futuro non c'è, l'isolamento risulta forzato.
E' diventato parte di me, io sono parte di lui.
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E lungo il fuoco dei giorni, dipendeva da te, lasciare accesa la luce del sole.
Durante le partenze e i ritorni il punto fermo qual'è, per sopportare le troppe parole.
E cambiano le frasi però, nel mio silenzio ci sto.
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L'amore è un attimo da vivere davvero. Muore d'abitudine quell'attimo sincero.
Una persona che scende è già lontana da me, che sto partendo da qui.
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Dopo i rimpianti qualcun'altro verrà, c'è una ferita che cerca dottori
La voglia di guardare davanti che domani sarà, e le comparse diventano attori.
E cambiano le facce però, gli stati d'animo no.
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L'amore è un attimo da vivere davvero, muore d'abitudine quell'attimo sincero. E chi l'amore pretende è già lontano da me, che sto scappando da qui.
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E quando il freddo mi stringe, nel silenzio che c'è, quegli occhi stanchi li punto verso il cielo.
E cambiano le facce però, gli stati d'animo no.
E cambiano le frasi però, nel mio silenzio ci sto.
Non c'è niente da fare. Negli anni 70 andava di moda la sincerità
Si respirava. Ci si cresceva.
Per questo mi piacciono le persone nate lì, in quella porzione di tempo. Tra il 1970 e il 1972. Non oltre..che si intravede gìa il sostituto. La competitività.
Che poi..dico io: come si può sostituire la sincerità con la competitività..dico io...
Mi sa che qualcuno, nei posti che contano, è andato in vacanza in quel periodo.
Io, invece, di quando ero in vacanza mi ricordo una cosa. Bella. Mi ricordo che capitava di tornare in camera, farsi la doccia e improfumarsi. Perchè si aveva un impegno. Del tipo: stasera allora guardiamo il tramonto insieme eh..
Ecco. Si aveva un impegno. Guardare il tramonto.
Il motto è: eh pazienza..
La cosa da leggere sono: i ching
Il motto è: pazienza..è andata così...pazienza..
E' da un bel po' di tempo che devo mettere a posto bene la mia nuova camera.
Ora vivo in una camera.
Ma ogni volta che penso di farlo, proprio non ce la faccio.
Quando arrivo, in questa camera, invece mi metto sul letto. E basta.
Anzi, c'è una cosa che faccio prima. Accendo la tv.
La lettura invece è riservata al gabinetto. Che è proprio scomodo.
A Milano quasi tutti i gabinetti sono scomodi. Questo dipende dal fatto che Alboino, primo re della stirpe longobarda, li considerasse superflui.
Di cattivo c'è che, costretto a posizione obliqua, non produco escrementi in maniera sana e rilassata. Di buono c'è, che in altri bagni, non avevo mai letto così tanto.
Allora..nei tempi dei bagni comodi..mi fermavo al Corriere dello Sport.
C'è un campione, che si chiama Messi.
La palla, lui, la perde pochissime volte. Ma la cosa più bella, a guardarlo, è che le poche volte che la perde riesce in un attimo, molto prima degli altri, a capire il modo più rapido per riprenderla. Subito.
Questo è il bello, fateci caso.